| Il commercio equo declassato dai test sui marchi alimentari del WWF! Presa di posizione della claro |
|
Il commercio equo declassato dai test sui marchi alimentari del WWF! Presa di posizione della claro fair trade La rivista del WWF dapprima e la “Borsa della Spesa” nel suo ultimo numero, poi, hanno pubblicato i risultati di una nuova valutazione, effettuata dal WWF, sui principali marchi alimentari esistenti sul mercato svizzero. Nei cinque marchi declassati figura anche la claro (da 3 a 2 stelle). Claro fair trade è la principale organizzazione svizzera di importazione e distribuzione del commercio equo ed è il principale fornitore e partner delle Botteghe del Mondo. La claro fair trade ha preso posizione in una nota inviata anche alle Botteghe del Mondo, di cui riportiamo i passaggi principali. La qualità dei nostri prodotti è proprio così peggiorata? Leggendo l’introduzione del test (che appare sulla pagina internet del WWF) si capisce a prima vista che il risultato per la claro non poteva essere positivo. Tra l’altro vengono utilizzati dei criteri ambientali (per esempio la protezione delle acque e del clima, ecc.) e noi siamo inciampati proprio in queste condizioni ambientali: claro fair trade non può garantire misure di tutela del suolo e non può neanche offrire concetti per l’uso o la trasformazione delle foreste. La nostra competenza principale rimane il commercio equo, per cui ci richiamiamo ai criteri del commercio equo, riconosciuti a livello internazionale. In più stiamo attenti ad offrire i nostri prodotti possibilmente in qualità biologica. Già ora il 60% dei nostri prodotti alimentari è realizzato secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Ulteriori postulati come quelli succitati sono praticamente fuori della nostra sfera di influenza. Senza voler essere i cattivi perdenti: non sono state poste alle persone giuste le domande sbagliate? Per prima cosa, la claro non è un marchio – claro è una marca e non un marchio per alimentari biologici. D’altra parte ci siamo dedicati – con tutta la simpatia per le questioni ecologiche – a un’idea sociale. Normalmente cominciamo con prodotti coltivati in modo convenzionale per poi - lavorando con i nostri partner - arrivare alla coltivazione biologica. Lo faremo anche in futuro e con convinzione.” Gertrud Meier, gerente di claro fair trade Settembre 2006 |